Home » News » RISCHIO BIOLOGICO E DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Il Rischio Biologico viene troppo spesso escluso dai Datori di Lavoro al momento dell’individuazione dei rischi presenti nella propria Unità Produttiva, mentre invece in molti casi troviamo un riscontro positivo all’applicazione almeno di una serie di misure preventive da mettere in atto.

Cosa è il Rischio Biologico

Per essere chiari sugli obblighi previsti quando si parla di rischio biologico è bene partire dalla definizione di “agente biologico” presente nel D.lgs 81/08: “qualsiasi microrganismo anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni”: Parliamo quindi di virus, batteri, funghi, protozoi o parassiti. In un’accezione più ampia andrebbero considerati anche acari (per es. zecche ed acari della polvere), insetti (imenotteri, blatte, pulci, ecc.), e animali (per es. ratti, serpenti), agenti che possono essere veicoli di virus e batteri.

Il Rischio Biologico ed il Documento di Valutazione dei Rischi

La norma chiede di verificare presenza e pericolosità degli agenti e le possibilità di contaminazione/trasmissibilità al Lavoratore in funzione del tipo ambiente e della mansione svolta.

Mentre per le attività collegate al settore sanitario risulta ovvia la possibile esposizione, la valutazione risulta comunque obbligatoria per tutte le attività (art. 271 D.lgs 81/2008), in quanto un livello di esposizione, anche piccolo, esiste ovunque, basti pensare al Tetano per gli operatori Edili o Metalmeccanici (per cui è obbligatoria la vaccinazione e di cui il Datore di Lavoro è responsabile del monitoraggio sulle scadenze).

L’All. XLVI del D.lgs 81/2008 propone un elenco dettagliato di agenti biologici potenzialmente pericolosi classificandoli in gruppi, in modo crescente da 1 a 4. Nel momento in cui un datore di lavoro lavora con agenti di un gruppo superiore a 1 scattano specifici obblighi di legge, come, la comunicazione preventiva agli organi di vigilanza dell’inizio di tale attività e specifiche autorizzazioni.

Rischio Biologico: in quali attività?

Alcune mansioni non operano direttamente con agenti patogeni, ma possono comunque prevedere la loro presenza non voluta (elenco naturalmente non esaustivo).

  • attività di pulizia e sanificazione
  • trasformazione/preparazione alimenti
  • attività di allevamento o con contatto con animali,
  • attività a contatto con rifiuti e/o reflui, attività di assistenza alla persona

Un discorso più articolato può essere fatto per la presenza di Legionella, un batterio facilmente riscontrabile ad esempio in Impianti idrici e Condizionatori e che, trasmettendosi per via aerea, può provocare in casi estremi anche la morte.

La Legionella trova quindi come esposti i manutentori di questi impianti, ma anche gli utilizzatori, come addetti alle pulizie; esistono varie Linee Guida applicabili ad esempio al settore turistico, che danno precise indicazioni sulle modalità di valutazione e monitoraggio.

Come operare in pratica?

Diamo brevemente i passaggi che andranno poi registrati nel Documento di valutazione dei Rischi:

  • individuare i possibili agenti biologici (diretti o indiretti) ed il loro livello di pericolosità
  • attuare le specifiche prescrizioni indicate dal D.Lgs.81/08 indicate precedentemente
  • individuare le persone esposte (il rischio sarà maggiore se c’è ad esempio presenza di Lavoratori in età avanzata o Lavoratrici in età fertile)
  • valutare il Rischio
  • individuare le azioni di prevenzione (ad esempio la Formazione o la pulizia e sanificazioni di ambienti ed attrezzature)
  • individuare le azioni di protezione (ad esempio la dotazione di Dispositivi di Protezione Individuale)

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