Home » Uncategorized » Valutazione dei rischi: ordigni bellici inesplosi

Con il passare del tempo prende sempre più corpo per le aziende che esercitano a vario titolo attività di scavo prendere in considerazione tutti gli obblighi connessi alla valutazione del rischio del potenziale rinvenimento di ordigni bellici inesplosi.

E’ passato infatti quasi un anno dall’entrata in vigore della Legge 177/2012 (che ha apportato modifiche al D.L.vo 81/2008) e del Decreto Ministeriale 82/2015 che ha introdotto:

  • i “rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili” nell’elenco dei “rischi” oggetto di valutazione dei rischi(e redazione del conseguente documento);
  • i “lavori che espongono i lavoratori al rischio di esplosione derivante dall’innesco accidentale di un ordigno bellico inesploso rinvenuto durante le attività di scavo” nell’elenco dei lavori comportanti “rischi particolari” contenuto nell’Allegato XI;
  • l’obbligoper il Coordinatore per la Progettazione di valutare, all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento, il rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo nei cantieri (art. 91 c. 2.bis).

A nostro avviso quindi nelle attività di scavo ci troviamo di fronte a due obblighi:

  • per il Datore di Lavoro l’adeguamento del Documento di Valutazione dei Rischi, instaurando misure preventive volte ad escludere la presenza di ordigni nelle attività di scavo di qualsiasi profondità e tipologia, come espressamente indicato anche nell’Interpello 14/2015.
  • per il Committente l’adeguamento delPiano di Sicurezza e Coordinamento relativi a progetti ove sia prevista un’attività di scavo, che avranno influenza sui POS della aziende.

Per l’individuazione degli strumenti utili a formalizzare una Valutazione possiamo anche fare riferimento all’Interpello 14/2015 del Ministero del Lavoro che ha indicato tre strade per la valutazione, che si possono integrare per escludere la presenza del rischio:

  • l’analisi storiografica sulla base di dati disponibili, quali fonti bibliografiche di storia locale, fonti del Ministero della Difesa o Stazione dei Carabinieri, Aerofototeca Nazionale a Roma;

La Commissione ha puntualizzato che non esiste comunque alcuna mappatura ufficiale.

  • L’esame topografico sulla presenza di aree sensibili quali linee viarie, ferroviarie, porti e comunque infrastrutture strategiche durante il conflitto bellico o di aree precedentemente bonificate prossime a quelle in esame;
  • un’analisi strumentale, che comunque dovrà essere esclusivamente superficiale, come indicato nel Comunicato del 3 .5.2016 del Ministero della Difesa.

Una valutazione che individui il rischio di presenza di ordigni bellici dovrà necessariamente portare ad una bonifica bellica sistematica svolta da impresa qualifica in base al DM della Difesa 82/2015 secondo le procedure indicate nella Direttiva B-TERR 001 emanata dallo stesso Ministero.

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