Home » D.Lgs. 231/2001

Il D.Lgs. 231/2001 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’art. 11 della legge 29 settembre 2000 n. 300” ha introdotto la disciplina della responsabilità amministrativa per società, enti ed organizzazioni dotati o meno di personalità giuridica: ai sensi della normativa, le organizzazioni possono essere ritenute responsabili di illeciti e perseguite con le gravi sanzioni pecuniarie ed interdittive definite nel D.Lgs. 231/01 stesso.

La responsabilità amministrativa dell’Organizzazione, che viene prevista per alcune fattispecie di reati che sono elencate al termine della pagina, si aggiunge a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto illecito, e punisce gravemente gli interessi economici della proprietà – colpendo il patrimonio sociale e la stessa regolare prosecuzione dell’attività economica – con pesanti sanzioni pecuniarie e interdittive.Sono,infatti,previstesanzioni pecuniariedaunminimodi25.822aunmassimodi1.549.370euro,allequalisiaggiungono(conl’eccezionedeireatisocietari)specifichemisureinterdittive(divietodicontrattareconlaP.A., interdizionedall’eserciziodell’attività,ecc.),ancheinviacautelare.Inalcunicasi lalegislazioneregionaleimpediscelapartecipazioneaproceduredi affidamentodicontrattipubblicialleimpresechehannosubitodettesanzioniinterdittive.

Lo stesso Decreto n. 231/2001 e il successivo D.Lgs. n. 81/2008 prevedono l’esenzione dall’applicazione (o la riduzione) delle pesanti sanzioni pecuniarie e interdittive, nei confronti delle organizzazioni che hanno adottato ed efficacemente applicato un apposito “Modello di organizzazione, gestione e controllo”.

I vantaggi nell’adozione del “Modello 231”

  • evitare il rischio di sanzioni pecuniarie o interdittive;

  • implementare un “sistema di controllo interno” davvero efficace ed efficiente, nonché in grado di assicurare la piena conformità dell’attività economica alle norme di legge e alle disposizioni di Gruppo e di categoria;

  • rendere sistematici ed organizzati gli adempimenti già previsti dalla legislazione vigente, con un’attenzione particolare alla prevenzione ed al monitoraggio,

  • permettere l’ingresso in mercati che richiedono tale modello, in particolare nel Settore Pubblico

  • creare un vantaggio competitivo e di immagine, basato su una politica aziendale di integrità etica

  • ottimizzare I propri Processi vista l’affinità con i sistemi di gestione per la qualità, l’ambiente, la Sicurezza, integrandone alcuni aspetti operativi e tutti gli aspetti di sistema.

La realizzazione e l’effettiva implementazione del Modello di organizzazione, gestione e controllo ex art. 6, D.Lgs. n. 231/2001 rappresenta l’unico strumento a disposizione dell’Ente per invocare l’esimente della non punibilità prevista dalla norma nell’ipotesi di commissione dei reati.

Seppur volontario, l’adozione del modello suddetto è divenuta, attualmente, una necessità non più procrastinabile per le imprese: se infatti, da un lato, le Procure stanno avviando numerosi procedimenti a carico delle imprese, dall’altro è sempre più necessario dotarsi di strumenti di Governance che permettano di affrontare e gestire i rischi e le incertezze associate alle attività di impresa, in un momento nel quale sono diventate sempre più stringenti, complesse e a volte disorganiche le regole e le normative che ne regolano, o, più spesso, ne vincolano le attività.

I progetti PLUS

PLUS sviluppa i propri Progetti di Consulenza con la volontà di offrire al Cliente e alla sua Organizzazione tutte le opportunità che sono contenute nell’adozione di un modello di gestione, in particolare, grazie alle professionalità presenti in PLUS, quelle legate all’integrazione con i diversi ambiti di rischio (Sicurezza, Ambiente, Etica) e con i sistemi di gestione che possono essere implementati in parallelo.

I Progetti si sviluppano in quattro fasi

A – individuazione degli ambiti di interesse per il Modello 231

    • esame delle fattispecie penalistiche in relazione alla tipologia dell’attività svolta ed all’Organizzazione della medesima Società, con individuazione dei Responsabili interni;

    • rilevazione delle attività nel cui ambito possono essere direttamente commessi i reati previsti dal Decreto D. Lgs. 231/01 e delle attività “strumentali” alla commissione dei reati previsti dal decreto;

    • rilevazione delle potenziali modalità attuative degli illeciti;

B – implementazione del Modello

    • individuazione di Procedure, presidi e protocolli di controllo potenzialmente idonei a prevenire le fattispecie di reato;

    • integrazione con la Documentazione in essere presso l’Organizzazione

    • predisposizione dei documenti di gestione ed interfaccia con l’Organismo di Vigilanza (ODV)” ed individuazione dei criteri di nomina dei componenti;

C – Gap Analysis

    • effettuazione di interviste mirate ai Responsabili e valutazione delle procedure e dei protocolli di controllo posti in essere ai fini della valutazione dell’adeguatezza del Sistema di Controllo Interno;

    • evidenziazione degli scostamenti tra le condotte effettive della Società e le condotte teoricamente idonee a prevenire i reati previsti dal Decreto 231;

    • elaborazione delle azioni di miglioramento necessarie al fine della conformità del Sistema di Controllo Interno;

D – affiancamento nell’avvio del Modello

    • preparazione del materiale di supporto alla formazione/informazione del personale interno;

    • affiancamento nella fase iniziale di Formazione al personale

    • modifica in itinere a Procedure, presidi e protocolli di controllo

Fattispecie di reato rilevanti in base al D.Lgs. 231/2001 e successive integrazioni

  • delitti contro la pubblica amministrazione (quali corruzione e malversazione ai danni dello Stato, truffa ai danni dello Stato e frode informatica ai danni dello Stato, indicati agli artt. 24 e 25 del D.Lgs. 231/2001) o contro la fede pubblica (quali Falsita` in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, indicati all’art. 25-bis D.Lgs. 231/2001);

  • reati societari (quali false comunicazioni sociali, falso in prospetto, illecita influenza sull’assemblea, indicati all’art. 25-ter D.Lgs. 231/2001);

  • delitti in materia di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico (ivi incluso il finanziamento ai suddetti fini), indicati all’art. 25-quater D.Lgs. 231/2001;

  • delitti contro la personalità individuale (quali lo sfruttamento della prostituzione, la pornografia minorile, la tratta di persone e la riduzione e mantenimento in schiavitù, indicati all’art. 25-quinquies D.Lgs. 231/2001);

  • Abusi di mercato, indicati dall’articolo 25-sexies D.Lgs. 231/2001);

  • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, indicati dall’art.25-quater 1. del Dlgs 231/2001);

  • Reati transnazionali: l’associazione per delinquere, di natura semplice e di tipo mafioso, l’associazione finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri o al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, il riciclaggio, l’impiego di denaro, beni o altra utilità di provenienza illecita, il traffico di migranti ed alcuni reati di intralcio alla giustizia se rivestono carattere di transnazionalità;

  • Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro (art. 25-septies D.Lgs. 231/2001);

  • reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita previsti dagli articoli 648, 648-bis e 648-ter del codice penale (art. 25-octies D.Lgs. 231/01);

  • Delitti informatici ed illecito trattamento dei dati c.d. “Cybercrime” (art. 24-bis D.Lgs. 231/2001);

  • Delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter D.Lgs. 231/01);

  • Delitti contro l’industria e il commercio (art. 25-bis-1 D.Lgs. 231/01);

  • Delitti in materia di violazioni del diritto d’autore (art. 25-nonies D.Lgs. 231/01);

  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorita’ giudiziaria (art. 25-decies D.Lgs. 231/01);

  • Reati ambientali ed inquinamento del mare da parte delle navi (art. 25-undecies);

  • Impiego di lavoratori stranieri irregolari (art. 25-duodecies);

  • Corruzione tra privati (art. 25-ter)

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