Home » GDPR 679/2016 » Cos’è e a cosa servirà la cittadinanza digitale europea

Dal 29 settembre 2019 saremo tutti cittadini digitali europei. Secondo quanto previsto dall’Unione Europea, infatti, entro quella data tutti gli Stati Membri dovranno comunicare alle autorità di Bruxelles il metodo prescelto per accedere ai servizi pubblici e privati offerti tramite il web all’interno dei confini europei. Un nuovo passo in avanti verso la creazione di un Mercato Unico Digitale e l’adozione di soluzioni digitali per facilitare la vita dei cittadini.

Cos’è la cittadinanza digitale europea

Come accennato, la cittadinanza digitale europea è stata fortemente voluta dalla Commissione Europea per facilitare l’accesso a servizi, sia pubblici sia privati, offerti via Internet da una delle istituzioni o degli enti dell’Unione Europea. Si tratta di una sorta di lasciapassare “universale”, che permetterà di farci riconoscere e identificare ovunque all’interno di uno degli stati membri. Come detto, l’identificazione deve avvenire in maniera certa e assicurando un livello di protezione delle informazioni personali alto e significativo. Insomma, tutto deve essere fatto seguendo anche le direttive del GDPR, il regolamento europeo per la protezione dei dati personali entrato in vigore il 25 maggio 2018.

Come avere la cittadinanza europea

Ottenere la cittadinanza digitale europea è più semplice di quanto si possa pensare. Tutto ciò che serve è creare un account personale all’interno del servizio di identificazione scelto dal proprio stato di residenza e il gioco è fatto. Nel caso dell’Italia, per l’appunto, si tratta dello SPID. Se vorrete usufruire di uno dei servizi accessibili attraverso la cittadinanza digitale vi basterà creare un profilo SPIDattraverso uno degli enti certificatori, attendere che avvenga il riconoscimento e attivato l’account. Da questo momento in avanti potremo accedere a qualunque tipologia di servizio europeo senza grossi problemi.

A cosa serve la cittadinanza digitale europea

Una volta a regime, la cittadinanza digitale europea – e dunque lo SPID – potranno essere utilizzati per gli scopi più vari. Basteranno le nostre credenziali SPID, ad esempio, per autenticarci all’interno di un portale di una banca francese e creare così un conto corrente online anche se non siamo fisicamente presenti sul suolo transalpino e senza infrangere le stringenti norme antiriciclaggio nazionali e internazionali. Lo SPID, però, potrà tornare utile anche nel caso in cui dovessimo trasferirci all’estero per motivi di lavoro o studio: anziché produrre la documentazione cartacea solitamente richiesta, sarà sufficiente effettuare autenticarci con la nostra cittadinanza digitale europea per fornire tutte le informazioni di cui le autorità straniere avranno bisogno.

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